Il criterio scritto in casa

by Rollo


Il criterio scritto in casa

Mercoledì 29 luglio, davanti alla Commissione per la sicurezza interna del Senato americano presieduta da Rand Paul, Anthony Fauci si è avvalso del Quinto emendamento più di cento volte. Ha ottantacinque anni, è in pensione dal 2022 e prima di chiudersi nel silenzio procedurale ha accusato il senatore del Kentucky di un'ossessione squilibrata nei suoi confronti. Paul ha annunciato che la commissione voterà nei prossimi giorni l'incriminazione per oltraggio al Congresso.

La lettura che circola da mercoledì scorso è binaria e prevedibile: perseguitato oppure colpevole. Entrambe le versioni sono meno interessanti del meccanismo che le ha prodotte, perché quel meccanismo non riguarda la virologia e nemmeno la politica americana, ma riguarda una scelta di architettura che qualunque organizzazione compie prima o poi, di solito convinta di stare comprando protezione.

Conviene partire dalla contestazione precisa, perché è più stretta di come viene raccontata. Paul non sta rimproverando a Fauci decisioni prese nel caos del 2020 usando il senno del 2026, ma sta contestando una frase pronunciata l'11 maggio 2021 davanti al Senato, quando Fauci dichiarò che i National Institutes of Health non avevano mai finanziato ricerca gain of function all'Istituto di virologia di Wuhan. Mentire al Congresso era reato allora come oggi, quindi non siamo davanti a regole scritte dopo la partita, ma a qualcosa di più sottile e cioè una frase che è vera secondo una definizione tecnica precisa e falsa secondo il senso comune, dove la definizione tecnica precisa era stata prodotta dall'apparato che quella frase doveva proteggere.

La sequenza documentale è pubblica e vale la pena ricostruirla nell'ordine, perché è nell'ordine che si vede il congegno.

Nell'ottobre 2014 il governo degli Stati Uniti sospende i finanziamenti federali alla ricerca che potrebbe conferire a virus influenzali, MERS o SARS caratteristiche di maggiore patogenicità o trasmissibilità. È una pausa, non un divieto permanente e apre un processo deliberativo su rischi e benefici. Nel gennaio 2017 l'Office of Science and Technology Policy della Casa Bianca pubblica una guidance chiamata P3CO, che non è una norma vincolante ma la descrizione degli attributi che un meccanismo di revisione dovrebbe possedere perché un'agenzia possa tornare a finanziare quel tipo di studi. Nel dicembre 2017 il Dipartimento della Salute pubblica il proprio framework applicativo e il 19 dicembre 2017 i National Institutes of Health revocano formalmente la pausa, dichiarando che la revoca avviene in ragione dell'esistenza di quel framework.

Il passaggio va letto due volte. La sospensione non cade perché il rischio si è ridotto, cade perché l'apparato che eroga i finanziamenti si è dotato di un criterio scritto da sé per valutare i finanziamenti che eroga. Il Congressional Research Service registra un dettaglio che dice tutto sulla portata reale della cosa e cioè che il Dipartimento della Salute è stata l'unica agenzia federale a costruire un processo di revisione in risposta alla guidance del 2017 e l'unica ad avere poi dichiarato finanziamenti in quell'ambito. Non un sistema di controllo diffuso, quindi. Un sistema di uno, dove il controllore e il controllato appartengono allo stesso corpo.

Il comitato che applicava quel criterio operava fuori dalla vista. Nell'aprile 2022 la commissione Energia e Commercio della Camera scrisse al segretario alla Salute lamentando l'opacità del processo, ricordando che nell'estate del 2021 il presidente del comitato di revisione aveva informato lo staff parlamentare senza fornire i nomi dei membri. Un organo che decide quali ricerche a potenziale pandemico meritano finanziamento, i cui componenti il Congresso non riesce a farsi dire.

Quando la domanda è arrivata sul progetto di EcoHealth Alliance con l'Istituto di Wuhan, la risposta è stata coerente con tutto il resto e secondo la testimonianza dei National Institutes of Health davanti alla commissione ristretta della Camera, quel progetto non rientrava nei criteri della pausa del 2014 né in quelli del framework del 2017. Formalmente ineccepibile ed è precisamente questa impeccabilità formale il problema, perché il criterio rispetto al quale il progetto non rientrava era stato scritto dalla stessa struttura che il progetto lo aveva finanziato.

Una precisazione che va fatta prima che il ragionamento scivoli dove non deve andare ed è che il framework è del Dipartimento della Salute, non dell'istituto diretto da Fauci e che il comitato di revisione era presieduto da un funzionario della preparedness, non da lui. Fauci non ha scritto quella definizione con le proprie mani e se il pezzo diventasse un atto d'accusa personale perderebbe l'unica cosa che vale, ovvero il fatto che il congegno funziona a livello di apparato e continuerebbe a funzionare identico con chiunque altro seduto in quella stanza. Le persone qui contano meno della struttura, come del resto quasi sempre.

Il meccanismo, detto in modo asciutto: chi possiede il potere di definire i termini con cui verrà valutato ottiene una protezione reale, immediata, verificabile. Ogni contestazione può essere disinnescata mostrando che il fatto contestato non rientra nella definizione. È un'assicurazione che funziona benissimo e funziona finché a giudicare sono i pari, cioè persone che riconoscono la legittimità della distinzione tecnica e ne apprezzano la precisione.

Nel momento in cui il giudizio si sposta dalla comunità dei pari a un'arena politica, la stessa assicurazione si rovescia. Perché una definizione prodotta da chi ne è oggetto non è falsificabile da nessuno che stia fuori e un'affermazione che nessun esterno può mettere alla prova smette di essere un'affermazione e diventa una posizione. Popper lo diceva per le teorie scientifiche e vale identicamente per le difese istituzionali: ciò che è costruito per non poter essere smentito perde, insieme al rischio di smentita, anche la capacità di convincere. In aula parlamentare la risposta "secondo la definizione operativa vigente quel progetto non rientrava nella categoria" non produce assoluzione, produce la certezza che ci sia qualcosa da nascondere. Non perché sia falsa, ma perché è invulnerabile, e le persone diffidano per istinto di quello che non può essere colpito.

Ho visto la stessa architettura funzionare e poi voltarsi in contesti che con la virologia non c'entrano niente. Comitati tecnici di settore dove le specifiche venivano scritte dai produttori che quelle specifiche dovevano rispettare, con l'argomento inattaccabile che soltanto loro avevano le competenze per scriverle. È vero, avevano davvero le competenze e il sistema ha retto per anni. Ha smesso di reggere quando il primo problema serio è finito su un tavolo che non era quello dei tecnici e a quel punto la difesa "abbiamo rispettato lo standard" è suonata come una confessione, dato che lo standard lo avevamo scritto noi. Nessuno aveva mentito, ma di fatto era andata peggio che se qualcuno avesse mentito, perché non c'era nemmeno il sollievo di poter indicare un colpevole.

Il Quinto emendamento invocato più di cento volte chiude la sequenza in modo quasi didattico. Esaurito il riparo della definizione, resta quello procedurale, che è un diritto costituzionale pieno e legittimo e che sul piano della credibilità pubblica costa molto più del precedente. Ogni rifugio successivo è più solido giuridicamente e più caro reputazionalmente e questo è il vero motivo per cui la strategia difensiva basata sul controllo delle categorie è un debito, perché non si estingue ma si rifinanzia a tassi crescenti. Chi sceglie oggi di scrivere il criterio con cui domani sarà valutato sta contraendo un prestito di cui non conosce né la scadenza né il tasso e la scadenza la deciderà qualcun altro nel momento che gli conviene di più.

La cosa interessante è quanto poco tutto questo dipenda da Washington. Comitati di rischio interni dove chi valuta risponde alla stessa direzione che ha deliberato l'operazione. Autovalutazioni di sostenibilità dove metrica, soglia e verifica nascono nello stesso ufficio. Revisioni di conformità affidate alla funzione che ha disegnato le procedure da revisionare. Sono tutte configurazioni che nel momento in cui vengono adottate appaiono efficienti, competenti, perfino virtuose e sono tutte la stessa struttura in cui è il soggetto valutato che tiene in mano il righello.

Il costo non si manifesta durante gli anni normali, ma si manifesta esattamente una volta, quando arriva la crisi e qualcuno di esterno chiede conto. In quel momento la risposta tecnicamente corretta è già stata svalutata dal fatto di essere stata preparata in casa. La via negativa qui è di una semplicità quasi imbarazzante perchè quando ti offrono di scrivere le regole con cui verrai giudicato, quella non è una concessione, è un trasferimento di rischio verso di te che nessuno ha prezzato e tu lo stai accettando perché somiglia a un privilegio.

Fauci a ottantacinque anni non pagherà granché, qualunque cosa decida la commissione la settimana prossima. Il conto vero lo pagano quelli che sono in carica adesso e che dovranno scrivere il prossimo framework, sapendo che avranno esattamente due possibilità: scriverlo da sé e restare esposti, oppure lasciarlo scrivere a qualcuno che non ha le competenze per farlo. Non è un dilemma risolvibile e chi lo racconta come un problema di integrità personale non ha capito dove sta il congegno.