Il vicino come variabile

by Rollo


Il vicino come variabile

Il 14 luglio Coldwell Banker ha pubblicato il rapporto di metà anno sul mercato del lusso e ci ha infilato dentro una parola nuova: landmaxxing. Descrive i compratori facoltosi che acquistano proprietà più grandi e case confinanti per massimizzare la privacy, preservare le viste e creare possibilità di convivenza multigenerazionale e registra ricerche di terreni cresciute del 97% e ricerche di proprietà uniche cresciute del 146% sull'anno precedente. Il Wall Street Journal ha poi messo in fila i nomi prevedibili, ovvero Bezos, Ellison e Griffin e la stampa ha fatto quello che fa sempre con le abitudini dei molto ricchi e cioè il ritratto dello stravagante. Il miliardario che compra l'isolato perché non sopporta il rumore della piscina del vicino. 

È la lettura sbagliata e lo si vede dai numeri. Comprare il lotto accanto per capriccio sarebbe un capriccio costoso ma innocuo, comprarlo sistematicamente, per anni, attraverso intermediari, mantenendo le particelle catastalmente separate finché il disegno non è completo è piuttosto un mestiere. E i mestieri hanno una logica che non sta nell'estetica di chi li pratica ma nella struttura che li rende convenienti.

La logica si chiama plottage value ed è una voce peritale ordinaria, non un vezzo del mercato ultra premium: il valore dell'insieme assemblato eccede la somma dei valori delle parti. Tre lotti da duecentomila valgono seicentomila separati e novecentomila uniti, perché il sito più grande sostiene una destinazione che i lotti singoli non possono ospitare e fin qui è aritmetica da manuale. La domanda interessante è un'altra: da dove viene quel premio? Non dalla terra, che è la stessa prima e dopo. Viene dalla regola.

A Palm Beach lo zoning è severo, protegge il carattere del luogo, limita quello che si può costruire su una singola particella e ammette i grandi compound solo a chi possiede parcelle contigue in numero sufficiente. Chi ha scritto quella norma voleva evitare che l'isola diventasse un'infilata di mostri edilizi e il risultato che ha prodotto è che l'unica via legale alla scala sia comprare i vicini. La norma non ha impedito la concentrazione, ma ne ha fissato il prezzo ed è qui che la faccenda smette di essere una curiosità immobiliare americana. Un vincolo che non può essere aggirato viene comprato e chi può comprarlo è esattamente il soggetto che il vincolo diceva di voler contenere. Il piano regolatore che protegge il quartiere fabbrica il compound che lo cancella, non per errore dei suoi estensori ma per struttura del meccanismo.

Il pezzo che manca è il vicino. Ogni proprietario confinante, nel momento in cui il disegno complessivo diventa visibile, si trova in mano un diritto di veto sull'intera operazione: la sua particella non vale il suo valore di mercato, vale il valore dell'opzione che sblocca. L'ultimo venditore, in teoria, potrebbe prendersi tutto il plottage. Per questo l'assemblaggio si fa nell'ombra, attraverso società veicolo e intermediari, con opzioni d'acquisto e diritti di prelazione che congelano il prezzo prima che il venditore capisca cosa sta vendendo. Il gioco non si svolge contro la terra ma si svolge contro l'informazione del vicino ed è vinto da chi riesce a comprare l'ultimo pezzo prima che l'ultimo pezzo sappia di essere l'ultimo. Chi ha lavorato in qualsiasi mercato dove una posizione va costruita in silenzio riconosce il movimento senza bisogno che glielo si spieghi.

I MacNeil hanno assemblato tre particelle a Manalapan per novantaquattro milioni in due anni, hanno costruito un muro di contenimento nuovo, hanno chiesto centoventicinque milioni e hanno chiuso a centocinque. Undici milioni lordi in ventiquattro mesi, prima dei costi di detenzione e delle opere. Come investimento finanziario è mediocre e chiunque avesse messo quella somma in un indice avrebbe fatto meglio con un decimo del fastidio. Come acquisto di qualcos'altro è perfettamente sensato, perché quello che è stato comprato non era un rendimento, era la cancellazione di tutte le variabili che una persona con centocinquanta metri di fronte oceano non controlla: cosa costruirà il vicino, chi comprerà quando il vicino venderà, quanto rumore, quali finestre, quale angolo di vista. Non è capriccio, è massimizzazione. Solo che la funzione massimizzata non è il valore ma il numero di decisioni altrui che possono ancora toccarti.

E questo spiega perché il fenomeno esplode adesso e non dieci anni fa, quando i ricchi erano già ricchi e i lotti erano già finiti. Il presidente di Coldwell Banker Affiliates lo dice quasi per intero senza accorgersene: una casa di lusso si può costruire quasi ovunque, ma la terra è finita. La prima metà della frase è la novità. Quando la casa smette di essere scarsa, perché si può riprodurre, il differenziale si sposta su ciò che non si riproduce, ovvero non la terra in sé ma la posizione rispetto a chi ti sta accanto. In un mondo dove tutto è replicabile su commissione, l'unico bene posizionale residuo è il potere di veto sul comportamento del prossimo. Ottantaquattro per cento delle transazioni di Palm Beach chiude in contanti, il che dice quanto poco questo mercato abbia a che fare con il costo del denaro e quanto invece con la costruzione di posizioni difendibili.

Sul suffisso mi limito a un'osservazione. Il "maxxing" viene dai forum di autottimizzazione dei ragazzi che si misurano la mandibola, ed è lessico dell'inadeguatezza che si cura con la disciplina. Una società immobiliare americana lo prende in prestito per descrivere Bezos e nessuno trova la cosa notevole. A mio avviso quel prestito lessicale dice del 2026 più del report che lo contiene, perché la pratica descritta ha quattrocento anni, le recinzioni inglesi facevano esattamente questo con più violenza e meno privacy, mentre la parola ne ha cinque e viene da un posto dove si insegna a ottimizzare quello che non si può cambiare.

Chi in Ticino guarda a Miami con la curiosità dell'esotismo dovrebbe rileggere il proprio piano regolatore. Il meccanismo non ha bisogno di miliardari per funzionare, ha bisogno solo di due condizioni: un vincolo che renda la contiguità l'unica strada alla scala e un differenziale di informazione fra chi ha il disegno e chi ha la particella. Entrambe le condizioni, da noi, ci sono da sempre. Manca solo qualcuno che gli dia un nome inglese.

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