L'esclusiva arriva sempre dopo

by Rollo


L'esclusiva arriva sempre dopo

Il 14 agosto Reuters ha pubblicato la bozza di una lettera che il Dipartimento di Stato nUSA ha preparato per i trentacinque firmatari dell'AI Opportunity Statement, il documento sottoscritto a giugno che raccoglie i partecipanti di Pax Silica e altri paesi interessati ad allinearsi. Il contenuto è una clausola di incompatibilità e piùprecisamente il testo dice che l'adesione non può essere mantenuta insieme all'appartenenza a iniziative duplicative le cui aspettative confliggono con le nostre. Nota che la Cina non è mai nominata e un funzionario americano, sotto anonimato, ha riassunto la cosa in modo meno diplomatico dicendo che "non si può avere tutte e due le cose insieme".

La lettera non è stata inviata, la bozza non ha data, il Dipartimento non commenta i documenti che definisce presunti trapelati e Reuters non è riuscita a stabilire se il testo verrà modificato prima della spedizione. Quello che sappiamo per certo è un'altra cosa, ovvero che Nessuno chiede l'esclusiva quando è l'unico fornitore.

Chi ha lavorato in un settore dove la distribuzione conta più del prodotto riconosce la sequenza a occhio nudo. L'esclusiva compare in una fase precisa del ciclo di vita di una posizione dominante e non è la fase iniziale dato che in quella fase non server perché non esiste il termine di paragone e il vincolo sarebbe un costo gratuito imposto a un partner che non aveva alternative comunque. L'esclusiva compare quando l'alternativa esiste, funziona in modo accettabile e costa meno ed a quel punto il dominante sposta la battaglia dal terreno dove la stava perdendo, che è il prodotto, a quello dove ha ancora leve, che è il contratto.

Nel settore musicale ho visto questa transizione da dentro. Fra il 1999 e il 2003 le major hanno vinto praticamente ogni causa che hanno intentato. Napster chiuso, Audiogalaxy chiuso, Kazaa perseguito attraverso tre giurisdizioni, migliaia di procedimenti individuali contro utenti americani, protezioni anticopia sui compact disc che rendevano i dischi illeggibili su una parte consistente dei lettori in circolazione ed ogni singolo procedimento andato a buon fine. Il fatturato globale dell'industria discografica, nella serie IFPI a valore all'ingrosso, è passato dai circa 22 miliardi di dollari del 1999 ai 13,1 del 2014, che resta il minimo della serie. La curva di quella discesa non registra nessuna inversione in corrispondenza di nessuna delle vittorie legali e qui vale la pena notare che il punto non è che i tribunali fossero inefficaci, tutt'altro. Il punto è che agivano su un livello dell'architettura che aveva smesso di essere quello decisivo. Ed è qui che l'analogia rischia di diventare una bella storia falsa, quindi vale la pena rompere il parallelo prima che lo faccia qualcun altro.

Il contro-caso si chiama Intel. Fra il 2002 e il 2007, secondo la ricostruzione della Commissione europea, l'azienda ha concesso a Dell, HP, Lenovo e NEC sconti condizionati all'acquisto quasi esclusivo di processori x86, in un periodo che coincide esattamente con l'unica finestra in cui AMD è stata davvero competitiva. L'Opteron era uscito nel 2003 con architettura a 64 bit e controller di memoria integrato, nel quarto trimestre del 2006 AMD toccava il 25,3 per cento del mercato x86. Poi è scesa per un decennio, fino a circa l'undici per cento nel 2016 ed è tornata a quel livello solo nel 2021 con Ryzen. La multa da 1,06 miliardi di euro è arrivata nel 2009, quando la partita era decisa e nel 2024 la Corte di giustizia ha annullato definitivamente la parte relativa a quegli sconti. Qui l'esclusiva ha retto quindici anni. Quindi la clausola di esclusività non è un presagio di sconfitta in sé ma cambia di segno a seconda della natura del bene su cui viene imposta. La differenza è secca.

Un file MP3 non è un bene escludibile, ma il litio del Kazakistan lo è. Le macchine per la litografia lo sono, i chip di fascia alta lo sono, mentre su questi livelli una clausola di esclusiva diventa importante davvero, perché il flusso fisico si può contare, tracciare e interrompere, mentre chi resta fuori non costruisce una capacità di lavorazione alternativa in un trimestre. Pax Silica nasce esattamente per questo, ovvero assicurare catene di fornitura di minerali critici, semiconduttori e modelli, spingendo alleati e partner verso progetti congiunti e controlli all'esportazione. Su due terzi di quel perimetro il vincolo funziona, per la stessa ragione per cui ha funzionato a Intel.

Sul terzo restante non funziona per niente, perché i parametri di un modello aperto sono un file che si scarica. Alibaba ha superato il miliardo di download cumulativi su Hugging Face entro marzo 2026, sorpassando Llama nella classifica delle famiglie più scaricate al mondo. A febbraio l'ultimo modello aperto di Moonshot si avvicinava ai sistemi proprietari di punta su alcuni benchmark a circa un settimo del prezzo, secondo l'analisi del MIT Technology Review. Nessuna lettera del Dipartimento di Stato interviene su questo, nessuna clausola di appartenenza esclusiva a una coalizione impedisce a uno sviluppatore di Almaty, di Jakarta o di Nairobi di scaricare software con licenza Apache 2.0 e farli girare su hardware che possiede già.

La lettera tratta i due livelli come se fossero uno solo e chiede fedeltà di coalizione per proteggere una posizione che sul livello escludibile è ancora solida e su quello non escludibile si sta assottigliando da diciotto mesi. Ha senso burocratico perfetto, perché si legifera dove esistono strumenti e non dove sta il problema ed è una costante che non riguarda l'amministrazione americana più di quanto riguardi qualunque apparato dotato di leve e privo di leve adeguate. Ma le conseguenze non sono simmetriche poiche Il vantaggio sui minerali si misura in anni, quello sui modelli in mesi e si azzera nel momento in cui qualcuno rilascia parametri sufficientemente buoni. Sono due orologi a velocità diverse in cui la strategia che li tratta insieme spende il capitale relazionale del primo per difendere il secondo.

Il capitale relazionale è la parte che si consuma. Un paese firma un allineamento su chip e minerali perché ha bisogno della capacità di lavorazione occidentale e sa che quel bisogno dura. Se la stessa firma comincia a comportare vincoli su un livello dove non ha bisogno di nessuno, perché i parametri li scarica gratis chiunque abbia una connessione, il costo complessivo dell'adesione sale mentre il beneficio resta lo stesso. Nessuno rinegozia in quel momento ma si limita a fare i conti la volta successiva, che è quella che solitamente conta ed è anche il motivo per cui la lettera, se davvero verrà spedita nella forma trapelata, produrrà probabilmente firme e non defezioni. Il danno di questo tipo di clausole non si vede all'incasso, si vede al rinnovo.

Poi c'è la questione di chi riceve la busta. Trentacinque destinatari, di cui uno solo, per quanto è pubblicamente noto, appartiene a entrambe le coalizioni: il Kazakistan, che è anche una fonte potenziale rilevante di minerali critici. Gli altri comprendono Giappone, Australia, Corea del Sud e per questi ultimi la clausola è un vincolo a costo zero, perché formalizza una scelta che avevano già fatto e che non stavano rimettendo in discussione. Per il Kazakistan è un ultimatum su cui si può fare un calcolo che include il fatto che la controparte cinese quel tipo di lettera non la manda, perché la sua offerta non richiede fedeltà per funzionare.

Il meccanismo è quello di un bene di club. L'accesso a progetti di investimento condivisi vale finché il costo di adesione resta sotto il beneficio percepito, per cui aggiungere una clausola di esclusività non modifica il beneficio ma modifica il costo in modo asimmetrico, quasi nullo per il membro centrale e sostanziale per quello marginale. Il problema è che il membro marginale è spesso quello per cui il club era stato allargato. Un'architettura di governance che alza le barriere proprio verso l'unico partecipante contendibile sta ottimizzando la coesione interna a scapito della funzione.

Resta il punto debole di tutta questa lettura ed è meglio dirlo. Se quella bozza fosse routine, se il Dipartimento di Stato inserisse clausole di incompatibilità in ogni framework tecnologico che costruisce, allora non segnala niente e io sto leggendo un'intenzione dentro un modulo. Non ho elementi certi per escluderlo. La bozza è senza data e questo impedisce di collegarla con certezza alla sequenza competitiva degli ultimi diciotto mesi. C'è però un indicatore osservabile senza bisogno di documenti riservati, che nei prossimi dodici mesi dirà qualcosa. Se il Kazakistan resta dentro entrambe le coalizioni senza conseguenze effettive, la clausola era rumore e la lettura che ho appena fatto va buttata. Se esce da una delle due, conta molto quale.

Nella storia dell'industria discografica c'è un dettaglio che mi è rimasto addosso. Nell'autunno del 2004 Sony Music Japan e Avex, che due anni prima erano state fra le prime a introdurre i compact disc protetti, hanno cominciato a toglierli. La motivazione ufficiale parlava di cresciuta consapevolezza del pubblico sul diritto d'autore e di successi ottenuti per via legale. Nelle stesse settimane iTunes e MSN Music stavano per aprire in Giappone. Toshiba-EMI dichiarò che avrebbe continuato con la protezione, perché così prevedeva la strategia globale del gruppo. Fu l'ultima a mollare, nel dicembre 2006.