La gabbia che Anthropic aveva chiesto

by Rollo


La gabbia che Anthropic aveva chiesto

Il 12 giugno il governo degli Stati Uniti ha spento i due modelli più potenti di Anthropic in tutto il mondo, non con una legge votata dal Congresso, ne con una sentenza ma con una lettera, arrivata alle cinque e ventuno di un venerdì pomeriggio. Lo strumento si chiama export control directive, una direttiva di controllo sulle esportazioni e porta la firma del Dipartimento del Commercio. Nel giro di poche ore Fable 5 e Mythos 5 sono diventati irraggiungibili per chiunque non abbia passaporto americano, dentro e fuori dagli Stati Uniti, inclusi i dipendenti stranieri della stessa Anthropic. L'azienda ha obbedito e nello stesso comunicato ha dichiarato di dissentire. Tutti gli altri modelli restano accesi. La storia sembra nuova perché parla di intelligenza artificiale ma non lo è. L'ho già vista trent'anni fa ed è finita in un modo che vale la pena ricordare.

Negli anni Novanta la tecnologia troppo pericolosa per uscire dai confini non era un modello linguistico, era la crittografia, cioè Il software che permetteva a chiunque di cifrare un messaggio in modo che nessun governo potesse leggerlo, che veniva classificato dagli Stati Uniti come una munizione, archiviato accanto ai missili. Quando nel 1991 Phil Zimmermann mise in circolazione PGP, un programma di cifratura gratuito, partì un'indagine federale per esportazione di armi senza licenza. La logica era quella di oggi: una capacità troppo potente non deve varcare la frontiera, men che meno finire nelle mani di un foreign national. Esisteva già allora la nozione di deemed export, esportazione presunta, per cui mostrare quel codice a uno straniero dentro gli Stati Uniti contava come averlo spedito all'estero. È lo stesso identico meccanismo che oggi taglia fuori i dipendenti non americani di Anthropic mentre siedono alla loro scrivania in California.

C'è un dettaglio che dovrebbe far sobbalzare chiunque conosca quella vicenda. L'argomento con cui Anthropic si difende oggi è parola per parola quello che i tecnologi usavano allora. Anthropic dice che la stessa capacità è disponibile altrove, che GPT-5.5 di OpenAI fa le medesime cose senza essere soggetto ad alcun controllo. Negli anni Novanta si diceva che la crittografia forte era già pubblicata in tutto il mondo e che bloccarne l'esportazione dagli Stati Uniti non proteggeva nessuno ma puniva solo chi rispettava le regole. Quell'argomento alla fine vinse ed una corte d'appello stabilì che il codice sorgente era espressione protetta dal Primo Emendamento. Intorno al 2000 i controlli sulla crittografia vennero smantellati, la tecnologia che lo Stato aveva trattato come un'arma è diventata l'infrastruttura invisibile su cui passa ogni bonifico e ogni messaggio che scrivete.

Qui finisce la somiglianza e comincia la parte che conta. I cypherpunk degli anni Novanta combatterono la classificazione: la portarono in tribunale, la logorarono fino a farla cadere. Anthropic ha fatto l'esatto contrario, infatti per anni ha sostenuto pubblicamente che lo Stato debba poter bloccare i sistemi che ritiene pericolosi, ha chiesto regole e supervisione. Nel comunicato del 12 giugno lo ribadisce: "crediamo che il governo debba poter fermare i deployment non sicuri, purché lo faccia con un processo trasparente, equo, chiaro e ancorato ai fatti tecnici."

Il punto è che chi concede il principio perde il diritto di contestarlo e gli resta solo la procedura da contestare. Anthropic non può dire che lo Stato non dovrebbe avere questo potere, perché ha speso anni a sostenere che dovrebbe averlo, dunque può soltanto lamentare che lo ha usato male. In altre parole ha chiesto la gabbia e adesso scopre che la gabbia la disegna chi la costruisce, non chi la invoca.

In pratica, ad essere disciplinato per primo è quasi sempre l'attore più conforme, non quello più spregiudicato ed una nuova autorità si collauda dove incontra meno resistenza. Anthropic ha fatto red teaming sui propri modelli per migliaia di ore insieme al governo americano e all'agenzia britannica per la sicurezza dell'IA, è entrata così a fondo nell'apparato di sicurezza nazionale che l'apparato, adesso, può disporne. Non è antagonismo, è il prezzo dell'entanglement in cui ti rendi talmente interno al sistema che il sistema acquisisce su di te una leva che su un estraneo non avrebbe mai avuto.

E non è la prima volta che quella leva viene usata. A marzo, stando a quanto riportato, il Pentagono aveva già etichettato Anthropic come supply chain risk, un rischio nella catena di fornitura, dopo che l'azienda si era rifiutata di lasciar usare i propri modelli per la sorveglianza domestica di massa e per i sistemi d'arma autonomi. Presa da sola, la direttiva di giugno somiglia a una reazione spropositata a un jailbreak ma messa in fila con marzo, è il secondo colpo dello stesso vettore. Ora, non chiamatela vendetta, sarebbe una lettura troppo umana e poco precisa, chiamatela gestione di un fornitore che non si lascia comandare. Uno Stato che per una tecnologia critica dipende da un'azienda capace di dirgli di no sulle priorità più alte reagisce nel modo più razionale che esista, ovvero riduce la dipendenza e aumenta la leva. La direttiva fa le due cose insieme.

C'è una differenza rispetto agli anni Novanta che peggiora le cose invece di attenuarle. La crittografia era un algoritmo fisso, un oggetto definito: o lo esportavi o non lo esportavi. Un modello linguistico no. La sua capacità pericolosa esiste o non esiste a seconda dei filtri di sicurezza ed emerge soltanto quando qualcuno trova il modo di aggirarli. L'oggetto del controllo è dunque indefinibile per natura e un controllo su un oggetto indefinibile non è una regola, è una discrezionalità. Oggi tocca a Mythos per un jailbreak, domani potrebbetoccare a qualunque modello per qualunque motivo, perché la soglia non è scritta da nessuna parte. Lo strumento non distingue il pericoloso dall'inconveniente ed è esattamente questo a renderlo prezioso per chi lo impugna.

Il pretesto tecnico, per inciso, non è nemmeno leggero come il comunicato lascia intendere. Il 10 giugno un noto specialista di jailbreak aveva pubblicato un metodo che, a suo dire, faceva produrre a Fable istruzioni su esplosivi e sintesi chimiche. Il governo si è mosso due giorni dopo, ma che quel bypass fosse grave o banale cambia poco. Il fatto strutturale, quello da non perdere di vista, è che la legge di un solo paese ha spento un servizio per l'intero pianeta, alleati inclusi, in una sera e l'unico ricorso dell'azienda è discutere la procedura. La consistenza del grimaldello non riscrive la forma della serratura.

Vale la pena tenere a mente una cifra. Anthropic ha appena depositato in forma riservata la domanda per quotarsi in borsa, su una valutazione intorno ai 965 miliardi di dollari. Il mercato sta prezzando queste aziende come monopoli tecnologici, con i moltiplicatori del software. Il 12 giugno ha mostrato che assomigliano molto di più a fornitori della difesa, il cui asset centrale può essere sequestrato per decreto nel giro di una sera. Chi compra quel titolo non sta comprando soltanto una tecnologia, sta comprando un rapporto con uno Stato che si è appena riservato il diritto di staccare la spina.

Da qui si vede la parte che ci riguarda da vicino. A marzo, rispondendo a chi sosteneva che la sovranità digitale europea fosse ormai morta, scrivevo che la nostra dipendenza dalle infrastrutture americane non era frutto di ingenuità ma di una trappola di lock-in costruita bene, con il costo di uscita reso insostenibile prima ancora che ce ne accorgessimo. Allora era un'analisi. Il 12 giugno è diventata cronaca. Un'azienda europea, un utente svizzero, un'amministrazione pubblica che avesse costruito un processo sopra Mythos si sono trovati spenti non da una decisione presa a Berna o a Bruxelles, ma da una lettera firmata a Washington, dentro un apparato che non votano e di cui non vedono nulla, nemmeno le ragioni della decisione. Anthropic, va riconosciuto, è tra i fornitori più scrupolosi del settore. Quasi certamente Fable tornerà presto online. Ma il punto non è se torna.

Il punto è che per qualche ora centinaia di milioni di persone hanno scoperto, senza averlo chiesto, da cosa dipende davvero il loro accesso allo strumento. E che l'unico attore con la statura per opporsi è proprio quello che ha argomentato con più forza perché quel potere esistesse. Negli anni Novanta a smontare la gabbia furono quelli che non l'avevano mai voluta. Stavolta toccherebbe a chi l'ha disegnata, ma al momento non vedo come.

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