Mente in ostaggio

by Rollo


Mente in ostaggio

C'è un momento preciso in cui ho deciso di scrivere questo libro. Non era in una biblioteca, circondato da saggi di psicologia cognitiva. Era in una sala riunioni di Hong Kong, nel 2019, mentre guardavo un dirigente brillante prendere una decisione catastrofica per la sua azienda; convinto di essere perfettamente razionale.

Quarant'anni di business internazionale mi avevano già mostrato questo schema infinite volte. Persone intelligenti, preparate, esperte, che si comportano come se qualcun altro stesse guidando. E in un certo senso è esattamente così.

Il problema dei libri che non funzionano

Il mercato editoriale trabocca di libri sui bias cognitivi. Li trovate ovunque, con le loro copertine accattivanti e i loro titoli che promettono di rendervi "pensatori migliori". Li leggete, annuite saggiamente, vi sentite un po' più furbi degli altri. Poi tornate alla vostra vita e continuate a fare esattamente gli stessi errori di prima.

Perché? Perché quei libri vi informano ma non vi trasformano. Vi danno conoscenza intellettuale, non esperienza viscerale. E i bias cognitivi non si combattono con la conoscenza intellettuale. Si combattono sentendoli operare sulla propria pelle.

È come la differenza tra leggere che il fuoco brucia e toccare una fiamma. Solo una delle due esperienze cambia davvero il tuo comportamento.

L'invenzione del thriller cognitivo

Copertina libroCosì mi sono trovato di fronte a un problema: come scrivere un libro sui meccanismi di manipolazione mentale che non cada nella stessa trappola di tutti gli altri? Come far sentire al lettore la propria vulnerabilità invece di limitarmi a spiegargliela?

La risposta è stata inventare un genere che non esisteva: il thriller cognitivo.

Non un saggio con qualche aneddoto per alleggerire. Non un romanzo con qualche nozione scientifica inserita. Qualcosa di diverso: un libro che usa le tecniche narrative del thriller; tensione, ritmo incalzante, rivelazioni progressive, colpi di scena; per portare il lettore in un viaggio dentro la propria mente. Un viaggio che non può essere fatto con il distacco accademico, perché il distacco accademico è esattamente il meccanismo di difesa che impedisce di capire davvero.

Il thriller cognitivo doveva fare una cosa che i saggi tradizionali non fanno: coinvolgerti emotivamente mentre ti spiega come funzionano le tue emozioni. Farti sentire vulnerabile mentre ti mostra le tue vulnerabilità. Tenerti incollato alla pagina usando gli stessi meccanismi che poi ti insegna a riconoscere.

Era l'unico modo per dimostrare la tesi invece di limitarmi a enunciarla.

L'evoluzione ti ha fregato

E la tesi è tanto semplice quanto devastante: ogni singolo meccanismo che il tuo cervello ha sviluppato per tenerti in vita nella savana africana è diventato un punto di accesso per chi vuole controllarti nel ventunesimo secolo.

Pensa alla paura. Per milioni di anni, la paura ti ha tenuto lontano dai predatori, dai precipizi, dai membri ostili di altre tribù. Era un sistema di allarme perfetto, calibrato sulla sopravvivenza. Oggi quella stessa paura ti tiene incollato ai notiziari catastrofici, ti fa votare contro i tuoi interessi, ti spinge a comprare prodotti di cui non hai bisogno perché "potrebbero finire".

Pensa al bisogno di appartenenza. Nella preistoria, essere espulsi dal gruppo significava morte certa. Il tuo cervello ha sviluppato un terrore viscerale dell'esclusione sociale, una fame costante di approvazione tribale. Oggi quello stesso meccanismo ti tiene prigioniero di bolle ideologiche, ti fa odiare persone che non hai mai incontrato, ti trasforma in soldato di guerre culturali di cui non capisci nemmeno le cause.

Pensa all'avversione alle perdite. Il cervello ancestrale sapeva che perdere una risorsa era più pericoloso che non guadagnarne una nuova. Oggi quella stessa avversione ti fa prendere decisioni finanziarie irrazionali, ti tiene in relazioni che ti distruggono, ti impedisce di cambiare lavoro anche quando sai che dovresti.

Il libro smonta questi meccanismi uno per uno. Quattordici capitoli che attraversano ogni territorio della tua vita: la memoria che credi affidabile e non lo è, il denaro che credi di gestire e invece ti gestisce, la salute su cui prendi decisioni basate su paure invece che su dati, l'amore che credi spontaneo e invece segue script prevedibili, la politica in cui credi di scegliere e invece vieni scelto.

Non ci sono cattivi con i baffi neri

Una delle cose che mi premeva chiarire è questa: i sistemi di manipolazione più efficaci non sembrano manipolazione. Sembrano libertà. Sembrano personalizzazione. Sembrano servizio.

Il feed dei social media che ti mostra "contenuti rilevanti per te" non sta cercando di informarti. Sta cercando di tenerti incollato allo schermo il più a lungo possibile, e ha scoperto che rabbia e indignazione funzionano meglio di qualsiasi altra emozione. L'app che ti "aiuta" a gestire i soldi ha studiato esattamente quali notifiche ti faranno aprire il portafoglio. Il sito di e-commerce che ti "suggerisce" prodotti ha calcolato con precisione chirurgica come sfruttare la tua stanchezza decisionale.

Non c'è nessun complotto. Non servono riunioni segrete di élite malvagie. Bastano incentivi economici allineati con lo sfruttamento delle tue vulnerabilità cognitive. Il resto viene da sé, con l'efficienza spietata del mercato.

Perché doveva essere un thriller

Un saggio tradizionale ti avrebbe dato queste informazioni in modo ordinato, con capitoli tematici, bibliografia, note a piè di pagina. Avresti potuto leggerlo con distacco critico, annuire nei punti giusti, sentirti superiore a "quelli che ci cascano".

Il thriller cognitivo non ti permette questo lusso. Ti trascina dentro. Ti fa girare le pagine non perché devi studiare, ma perché vuoi sapere cosa succede dopo. Ti fa arrabbiare, ti inquieta, ti toglie certezze che non sapevi di avere. E quando arrivi alla fine, non sei la stessa persona che ha iniziato.

Almeno, questo era l'obiettivo. Creare un'esperienza di lettura che dimostrasse la tesi nel momento stesso in cui la esponeva. Un libro che non si limita a dirti che sei manipolabile, ma te lo fa sentire.

Per chi ha il coraggio di guardare

Questo libro non è per tutti. Non è per chi cerca conferme alle proprie convinzioni. Non è per chi vuole sentirsi intelligente dopo la lettura. Non è per chi preferisce credere di essere immune alla manipolazione perché "io questi trucchi li conosco già".

È per chi sospetta che qualcosa non vada nel modo in cui funziona il mondo moderno ma non riesce a metterlo a fuoco. Per chi è stanco di prendere decisioni che poi non riconosce come sue. Per chi vuole capire perché si ritrova sempre negli stessi schemi, nelle stesse trappole, negli stessi errori.

È per chi ha il coraggio di scoprire che il nemico più pericoloso non è là fuori. È dentro la tua testa. E ci è sempre stato.

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La battaglia per la tua mente è già iniziata. Questo libro non ti darà la vittoria. Ti darà la mappa del campo di battaglia.

Il resto dipende da te.

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