Non ho il dono della sintesi

by Rollo


Non ho il dono della sintesi

Non ce l'ho e ho smesso di scusarmene. Scrivo documenti in prosa, lunghi, in un italiano che cerca di essere leggibile da chiunque abbia voglia di seguirmi. Qualcuno li trova pesanti perché la lunghezza spaventa prima ancora della lettura, altri, quelli che aspettano i bullet point, li trovano complicati e non perché il ragionamento sia difficile ma perché hanno perso l'allenamento a tenere un filo che dura più di due schermate.

Della mail di Bezos ho già scritto e ci torno perché ha una coda che allora avevo lasciato lì. Il 9 giugno 2004, alle 18:02, oggetto "No powerpoint presentations from now on at steam". Da quel giorno chi porta una proposta scrive sei pagine di prosa narrativa e la riunione si apre con venti minuti di silenzio in cui tutti leggono. La motivazione era che la struttura narrativa costringe a pensare meglio, mentre la slide lascia scivolare sopra le idee e appiattisce l'importanza relativa delle cose.

Ripeto: appiattisce l'importanza relativa. Il meccanismo è tutto lì e vale la pena smontarlo.

Un elenco puntato elimina una categoria precisa di informazione, quella dei connettivi. Perché, quindi, nonostante, a condizione che, salvo il caso in cui, che sono le giunture del ragionamento e sono anche le uniche parti che un lettore può attaccare. Se ti scrivo "A quindi B" tu puoi rispondermi che il quindi non regge ma se ti scrivo A a capo B non c'è niente da contestare, perché ci sono due fatti in colonna e il legame lo metti tu, con la tua testa, senza accorgerti di averlo messo. Il risultato è che ognuno esce dalla riunione avendo capito quello che voleva capire, che è precisamente il contrario di quello che una presentazione dovrebbe ottenere.

Il 16 gennaio 2003, ottantadue secondi dopo il lancio, un pezzo di schiuma isolante si stacca dal serbatoio esterno dello shuttle Columbia e colpisce il bordo d'attacco dell'ala sinistra. Missione ancora in corso, gli analisti Boeing fanno girare il modello di previsione del danno e il modello risponde che la lesione può essere più profonda dello spessore delle piastrelle termiche. Quel risultato viene presentato in slide invece che in una relazione tecnica e dentro le slide scivola in fondo a una gerarchia di sottopunti, sotto un titolo che suona tranquillo. Il primo febbraio il Columbia si disintegra al rientro con sette persone a bordo.

A pagina 191 del rapporto della commissione d'inchiesta, agosto 2003, il board scrive di essere rimasto sorpreso nel ricevere slide al posto di relazioni tecniche e definisce l'uso endemico del PowerPoint una illustrazione dei metodi problematici di comunicazione tecnica alla NASA. Nessuno sostiene che le slide abbiano ucciso l'equipaggio. Quello che il board descrive è un'informazione critica che sale la catena dentro un formato che la consegna in alto con il peso sbagliato.

Nel cinema, quando una scena non funziona, nessuno ti chiede la sintesi della scena ma guardi il montato intero, anche se dura undici minuti, perché il problema sta nei raccordi e i raccordi si vedono solo scorrendo. Se davvero dovessi rendere in slide uno dei miei documenti, ne verrebbe fuori un film, non una presentazione.

Poi c'è la parte che mi fa incazzare e non è la pigrizia di chi legge. Anche io scremo dalle prime righe, è normale, il tempo è quello che è. Ma se il discorso mi prende vado avanti e vado avanti proprio perché voglio farmi un'idea mia invece di ricevere la conclusione confezionata da un altro. Nei documenti strategici questo è tutto, perché la decisione non sta nella raccomandazione finale ma nel percorso che ci porta: è guardando il percorso che capisci in quali condizioni quella raccomandazione smette di valere.

Chi pretende la sintesi non sta chiedendo chiarezza, sta chiedendo di essere esentato dalla verifica mettemdo in atto un trasferimento di responsabilità mascherato da efficienza e chi prepara le slide lo sa benissimo anche quando non lo sa.

Sarò un boomer ma continuo a pensare che per certe cose la lingua scritta faccia un lavoro che nessuna immagine sa fare e che le sei pagine di Bezos non fossero nostalgia.