Nvidia e la farmacia di Kermit

by Rollo


Nvidia e la farmacia di Kermit

Giovedì 1° ottobre gli agenti federali hanno arrestato in California un uomo di trentotto anni che si chiama Greg Lui, vive a San Gabriel e possiede una società di City of Industry, la Earthmade Computer. L'atto d'accusa depositato il 29 settembre gli contesta di aver fatto arrivare in Cina fra il 2023 e il 2024 server per oltre 300 milioni di dollari, equipaggiati con processori Nvidia che là non possono essere esportati senza licenza. Per ora sono soltanto accuse, però il metodo descritto dai procuratori ha una semplicità che quasi delude, perché Lui ordinava le macchine a produttori americani dichiarando come destinazione la Malesia o Singapore, dove la licenza non serve, per poi farle proseguire. Un ordine del gennaio 2024 riguardava 27 server per 7'614'000 dollari e agli atti c'è una mail di due mesi dopo in cui un complice conferma a un funzionario malese che la merce è stata trasbordata verso un compratore cinese.

Il comunicato del Dipartimento di Giustizia, sia detto di passaggio, descrive quei processori come comunemente usati per applicazioni di «Super Intelligence» e ci mette pure la sigla fra parentesi, SI, come se fosse una categoria merceologica.

Lo stesso giorno Bloomberg ha pubblicato una lunga inchiesta sulla stessa materia, con una villa sequestrata a Singapore e la tesi dei funzionari americani secondo cui i controlli all'esportazione hanno costruito attorno a Nvidia un mercato parallelo che la tiene in Cina. La tesi è vera ed è anche vecchia, dato che ogni divieto fissa un prezzo e qualcuno disposto a incassarlo si trova sempre. Nell'inchiesta c'è però una domanda che quei funzionari rivolgono al produttore.

A marzo i procuratori hanno incriminato tre persone, fra cui Yih-Shyan Liaw, cofondatore di Super Micro, con l'accusa di aver dirottato in Cina server con chip Nvidia per circa due miliardi e mezzo di dollari. Liaw si è dichiarato non colpevole. Il compratore dichiarato, che l'atto d'accusa non nomina e che Bloomberg identifica nella OBON di Bangkok, stava ufficialmente costruendo infrastruttura per l'intelligenza artificiale in Thailandia. Secondo i funzionari sentiti da Bloomberg per ospitare quelle macchine servivano cento megawatt di data center che OBON non aveva, in un paese dove l'intera capacità di quel tipo arriva a poche centinaia. Nel 2025 la stessa testata aveva contato nella Cina occidentale decine di centri di calcolo in costruzione, progettati per 115'000 processori che lì non potrebbero arrivare, mentre oggi a Washington si ritiene che ne siano entrati almeno altrettanti.

Nvidia ha risposto che il piano di crescita di una startup in un paese amico va letto come un'opportunità per l'America e ha aggiunto che le aziende americane rispettano le leggi «come sono, non come i critici dell'America vorrebbero che fossero». Sulla lettera ha ragione. Del resto nessuno l'ha mai accusata di favorire il contrabbando e io non ho elementi per pensare che qualcuno in azienda sapesse.

Non serve però che qualcuno sappia, perché Nvidia incassa quando il processore passa a chi assembla il server e da quel momento il luogo in cui la macchina verrà accesa non sposta più un dollaro del suo conto economico, mentre il costo di scoprire una deviazione ricade per intero sui procuratori federali e sull'ufficio del Commercio che rilascia le licenze. I dati di vendita li ha chi non paga nulla se evita di guardarli. In una struttura fatta così i segnali restano non visti senza che nessuno abbia mai deciso di non vederli.

Kermit è un paese di circa quattrocento abitanti in West Virginia, sul confine con il Kentucky. In due anni la sua farmacia, la Sav-Rite, ricevette quasi nove milioni di pastiglie di idrocodone. L'8 maggio 2018 i vertici dei grandi distributori farmaceutici americani, McKesson e Cardinal Health in testa, sedettero davanti a una sottocommissione della Camera e il presidente della commissione Energia e Commercio, il repubblicano Greg Walden, disse di non riuscire a trovare una spiegazione logica per quel numero. Il presidente di Cardinal Health si scusò, mentre la linea del settore restava che prescrivere troppo era affare dei medici, eppure l'obbligo di segnalare gli ordini sospetti stava nei regolamenti federali dal 1971.

Per decenni ignorarlo era costato poco, finché l'11 luglio 2017 Mallinckrodt, uno dei maggiori produttori di ossicodone generico, pagò 35 milioni di dollari senza ammettere violazioni e per la prima volta il Dipartimento di Giustizia sostenne che un produttore deve guardare oltre il proprio cliente diretto, fino al cliente del cliente. Lo strumento erano i dati sui rimborsi che i distributori gli mandavano per ottenere gli sconti, quindi informazioni che l'azienda aveva già in casa per ragioni commerciali e che nessuno le aveva mai reso costoso non leggere. Quattro anni dopo i tre grandi distributori accettarono di versare fino a 21 miliardi in diciotto anni. A portarli lì furono circa tremila cause intentate da Stati, contee e città.

L'analogia cede in due punti. Gli oppioidi uccidevano nel paese di chi li vendeva, quindi producevano vittime con un indirizzo e un avvocato, mentre un server dirottato in Cina non genera nessun attore in giudizio. Poi c'è lo Stato, che sull'ossicodone è rimasto fermo mentre sui chip ha cambiato idea, dato che a dicembre 2025 la Casa Bianca ha autorizzato la vendita in Cina degli H200, la generazione precedente. Diventa difficile pretendere dal venditore più rigore di quanto ne mostri un governo che non ha ancora deciso se quella vendita sia un danno.

Se la responsabilità risalirà la catena lo farà dunque dal Congresso. Il 26 marzo la commissione Esteri della Camera ha approvato per 42 voti a zero il Chip Security Act, che impone un meccanismo di verifica della posizione sui processori avanzati e obbliga chi esporta a segnalare quando un chip finisce dove non dovrebbe. È la mossa Mallinckrodt scritta in anticipo sotto forma di legge, anche se sei mesi dopo non mi risulta che sia arrivato al voto in aula e l'unanimità in commissione da sola non lo garantisce.

Nvidia aggiunge che i progressi di Huawei rendono superfluo il contrabbando. Può darsi, però un uomo che rischia fino a vent'anni di carcere per spostare 27 server sta esprimendo un parere sulla domanda cinese e lo fa con più credibilità di un ufficio stampa.

Chiunque venda attraverso intermediari ha nei propri sistemi numeri di questa famiglia, cioè un cliente che compra più di quanto possa fisicamente installare o rivendere nel mercato che dichiara, numeri che oggi nessuna norma obbliga a leggere. L'esperienza dei distributori dice che la domanda su cosa imponesse la legge dura finché qualcuno non cambia la sede del giudizio, dopodiché la domanda diventa cosa c'era negli archivi e da quando.

A Walden nel 2018 bastò dividere nove milioni per quattrocento.