Tre personaggi in cerca di autore

In business class su British Airways si viaggia larghi e da un posto in là si osserva bene. La signora aveva il libro aperto sulle ginocchia e leggeva senza piegare la testa, come si legge dopo cinquant'anni di postura controllata, gli occhiali fermi sul naso, i capelli cotonati e laccati con la precisione di chi non lascia niente al caso ed era vestita di un eleganza vintage senza tempo, quel registro un po' soap opera anni novanta che non è più moda ma è diventato identità . Le si guardava le mani, curate quanto avvizzite, ferme sulla copertina e ci si chiedeva come avrebbe affrontato il pranzo, quale vino avrebbe chiesto, in che ordine avrebbe mangiato. Quando arrivò il vassoio fece esattamente quello che ci si aspettava: aprì il tovagliolo con due movimenti misurati, lo posò sulle ginocchia, separò la carne dal contorno prima di iniziare, imburrò lo scone partendo dal centro e procedendo verso i bordi. Non un gesto fuori posto, non un dettaglio improvvisato, era il personaggio fino allo scone e quello scone era stato imburrato così altre cinquemila volte prima.
Alla consegna bagagli, qualche ora dopo, ce n'era un altro. Si riconosceva dalla postura prima ancora che dal volto, tizio con le spalle leggermente in avanti, la mascella tesa, lo sguardo che misurava il monitor come si misura un nemico. Il monitor diceva che i bagagli stavano arrivando, ma i bagagli non arrivavano e per chiunque altro sarebbe stato un quarto d'ora di attesa. Per lui era la conferma quotidiana che il mondo è popolato di incompetenti, svogliati, di gente che non fa il suo lavoro e che bisogna costringere a farlo, così,, molto prevedibilmente, cominciò a parlare ad alta voce con nessuno in particolare, abbastanza forte perché tutti sentissero, abbastanza vago perché nessuno potesse rispondere. Poi andò al lost and found, dove la ragazza dietro il bancone gli disse con la cortesia stanca di chi ripete la stessa frase trecento volte al giorno che doveva avere pazienza e lì la cortesia stanca della ragazza divenne l'occasione che lui stava cercando dalla mattina, forse dal giorno prima, forse da sempre per scaricarle addosso tutto, con quella precisione retorica che hanno solo le persone che fanno la stessa scena da trent'anni e ne conoscono il copione a memoria. Lei abbassò gli occhi e aspettò che finisse. Era prevedibile anche quello.
A Canary Wharf, all'ora di pranzo, ce n'era un terzo che camminava verso il supermercato con la stessa attenzione con cui un attore attraversa il palco. La maglietta troppo aderente, la borsa della palestra portata in modo da lasciare il bicipite con grosse vene scoperto, lo sguardo che si muoveva non per controllare la strada ma per intercettare gli sguardi degli altri. Davanti alla vetrina rallentava di mezzo passo, al supermercato si piegò per prendere una scatola dal ripiano basso e si piegò come si piegano i modelli nelle pubblicità di abbigliamento sportivo, non come si piega chi vuole solo prendere una scatola. Aveva venticinque anni, forse ventotto e si muoveva già con la coreografia di chi sa che il proprio corpo è l'unica cosa che ha imparato a esibire, tra venticinque anni il corpo non ci sarà più, ma la coreografia sì.
Tre figure diverse, tre stesse cose. La signora era diventata il proprio ceto, l'uomo all'aeroporto era diventato la propria rabbia, il ragazzo di Canary Wharf era diventato il proprio corpo ed in tutti e tre i casi la persona era stata mangiata dal personaggio fino a non lasciare margini di scarto, non più nemmeno la possibilità che quella mattina si svegliassero diversi da come si erano addormentati la sera prima.
Nessuno dei tre, probabilmente, aveva mai deciso di diventare così,, probabilmente ognuno era partito con un volto, una postura, una predisposizione e poi per tutta la sua vita il mondo lo aveva guardato come si guarda chi è già quella cosa lì. Sguardo dopo sguardo, conferma dopo conferma, il personaggio era diventato fedele alla lettura che gli altri ne facevano. La signora era stata trattata da signora finché signora era rimasto, l'uomo era stato trattato da rompiscatole finché rompiscatole era diventato del tutto, il ragazzo era stato guardato per il corpo finché corpo era stata l'unica cosa che sapeva offrire. Pirandello aveva ragione, ma forse non sapeva fino a che punto: i personaggi non cercano l'autore, l'autore sono gli altri ed è già al lavoro da quando abbiamo dodici anni.
Si notano solo quelli che il processo ha completato. Gli altri, quelli ancora a metà strada, passano in metropolitana senza che nessuno li veda. Se lo sai lo sai.
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